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Monastero San Vincenzo M.
OPERA GIOVANNI PAOLO II onlus

Sommario delle sezioni presenti in questa pagina:

dettaglio grafico


La Croce


Quella che oggi è indicata come Croce Audisio (dal nome dell'ideatore Cristiano Audisio) - il cui progetto è presentato nella Mostra Internazionale ove ha raccolto ampi consensi dalla critica e definita già da alcuni come "opera d'arte" - nel giorno dell' inaugurazione verrà dedicata al Pontefice scomparso e sarà chiamata Croce Giovanni Paolo II

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La Croce Audisio
La Croce Audisio

Il Poggio della Croce


Un Luogo Sacro, un Nuovo Calvario che nasce a fianco della Chiesa monumentale, sfruttando un’elevazione naturale del terreno: è anch’esso un luogo di Accoglienza e di Proposte, che, raccogliendo e facendo proprio lo spirito di quanto predicato e proposto da Giovanni Paolo II, fa sì che attraverso Luoghi, Segni e Gesti, il moderno Pellegrino, di qualsiasi fede egli sia, venga aiutato a (ri)trovare la strada della Riconciliazione e della Pace.
Ecco quindi un altare all’aperto che sarà affiancato da una grande Croce in legno ed acciaio alta 13 mt., una statua di Giovanni Paolo II ed ospiterà, in attesa della realizzazione della Chiesa a lui dedicata, il braciere nel quale arderà la fiamma perenne.
La “Fiamma Perenne”, accesa nel 2006 alle Grotte Vaticane, sulla tomba di Giovanni Paolo II, troverà la sua collocazione definitiva a fianco dell’altare del Poggio della Croce dove ogni anno, verrà ripetuta la cerimonia di “riaccensione” in occasione dell’anniversario della morte dello scomparso Pontefice.
Accanto sarà collocata la “Campana degli Smarriti”, un altro dei Segni: posta ad altezza d’uomo, prende il suo nome da una tradizione monastica medievale, quando i pellegrini, quasi sempre a piedi, scendevano dal Nord lungo i Percorsi della Francigena, per arrivare a Roma, Santiago de Campostela e finanche a Gerusalemme.
Durante il viaggio poteva accadere che talvolta lasciassero le strade principali in cerca di scorciatoie e spesso si smarrivano nelle campagne. I Monaci, consapevoli di tali eventualità, avevano preso l’abitudine di suonare a lungo, all’imbrunire, rintocchi di campane con l’intento di guidare, in questo modo, i pellegrini dispersi verso un luogo sicuro.
Nasce così la “campana degli smarriti” che suonerà ancora per gli smarriti del terzo millennio.
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Il Poggio della Croce conterrà anche il “Giardino della Memoria”,un luogo per accogliere e ricordare, ma anche di conservazione e di perenne preghiera, le ceneri – o anche soltanto con il nome scritto nel “Grande Libro del Ricordo” - dei nostri cari defunti.
La struttura sarà raggiungibile attraverso due diversi “percorsi” convergenti, una Via Crucis, vorremo dire “classica”, ed il Cammino del Papa. Un sentiero che propone le tappe principali della vita di Giovanni Paolo II, dalla nativa Wadowice al Soglio Pontificio, al suo pontificato fino al suo glorioso Calvario .

Il Poggio della Croce, sarà il punto di riferimento e di incontro anche a carattere ecumenico per tutti gli Eventi religiosi a grande affluenza di pubblico organizzati dall’Opera Giovanni Paolo II, oltre che per i
Pellegrini della Via Francigena che - grazie all’iniziativa del Consiglio d’Europa di ridare vita agli antichi Grandi Percorsi dei pellegrini – hanno già iniziato ad affluire fin dall’anno appena trascorso e ancora di più sono attesi a partire dal 2008, anno “ufficiale” di apertura del Percorso.

Il Poggio della Croce è in realtà un “organismo” complesso ed integrato con peculiari proposte che possano rappresentare risposte/stimoli a diverse, molteplici esigenze spirituali.
L’altare, la grande Croce, la statua di Giovanni Paolo II e le altre strutture sopra indicate, sono di per se stessi elementi e simboli inequivocabili. Ad essi si aggiungono altre voci, altri Segni:

la Fonte del Pellegrino, una Fontana alla quale simbolicamente dissetarsi completata da una vasca nella quale mettersi in piedi per una emblematica purificazione ed il Pane della Riconciliazione, un piccolo Pane benedetto non soltanto da mantenere come ricordo della visita ad un luogo Sacro, ma anche da utilizzare come simbolo di riconciliazione (che c’è di più significativo dell’ offrire e mangiare un pezzo di pane benedetto insieme a qualcuno con cui “si vuol far pace”?)

Con una “rivisitazione” di quest’antica tradizione, i visitatori del Poggio della Croce, se vorranno, potranno battere un rintocco sulla campana e far risuonare la loro voce ed il loro richiamo, la loro invocazione.


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